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sassarini


Diario


22 aprile 2011

olbia-tempio CARZEDDA PIETRO VITTORE noto PIETRO, ELEZIONI COMUNALI 2011

CARO AMICO di " SASSARI " 

AI TUOI CONOSCENTI di OLBIA

 FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA

noto  PIETRO

pietro 1L




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16 novembre 2010

Cagliari, Massidda «Vuol diventare sindaco di Cagliari».

 da dagospia.com 15 nov. 2010

STRACQUADANIO METTE IL DITO NELLA PIEGA (DEI PANTALONI) E SCOPPIA IL CASINO - IL DEPUTATO ULTRABERLUSCONE SBERTUCCIA, TRA GLI ALTRI, L’AMARA E AMATA CARFAGNA: “Berlusconi l’ha fatta diventare ministro, però è altrettanto vero che la Carfagna deve moltissimo a Bocchino” - ECCO CHE ESOLODE LA GELOSIA DEL RE DEL BUNGA BUNGA: “È TALE L’ABNORMITÀ DELLE OFFESE CHE NON INTENDO COMMENTARLE” - CHISSà CHI HA STOPPATO IL PASSAGGIO CERTO DELL’INCARFAGNATA TRA LE BRACCIA DEI FINIANI...

1 - «ALFANO È FREDDINO. LA CARFAGNA? TORMENTATA» - STRACQUADANIO, I «BUONI» E I «CATTIVI»: GELMINI E FRATTINI STANNO ZITTI ZITTI. BONDI È FEDELISSIMO
Fabrizio Roncone per il "

mara carfagna italo bocchino corriere

«Leggo e sento dire che per il Pdl questi sono giorni di panico, vengono descritti scenari da 25 luglio, da piazzale Loreto...».

E invece, onorevole Giorgio Stracquadanio?
«Vede, se i miei colleghi di partito provassero ad entrare in un bar, o a salire sulla metropolitana, capirebbero che il Cavaliere è ancora molto amato dalla gente. E che perciò non ci sono grandi motivi di apprensione».

Lei è uno dei deputati più fedeli al Cavaliere e...
«Certo: io gli sono estremamente fedele, come dovrebbero, però, esserlo tutti. E sa perché?». No, perché? «Oh... è semplice: il Pdl altro non è che una protesi del Cavaliere».

SILVIO BERLUSCONI MARA CARFAGNA

Una protesi nel senso che...
«Che senza di lui il partito non esisterebbe. Tutti noi parlamentari non esisteremmo. Nessuno può pensare di esistere senza di lui».

È una visione un po' estrema...
«Estrema? Ma ha letto le dichiarazioni di Tremonti al Corriere? Nonostante sia da tutti indicato come il possibile premier di un governo d'emergenza, egli ha sentito il dovere di ribadire che se prova a immaginare un altro governo, ne immagina ancora uno con Berlusconi premier».

BOCCHINO IN BARCA CON LA MOGLIE GABRIELLA BONTEMPO

Non tutti, in queste ore, sono così netti nel prendere posizione.
«Mmhmm...».

Sta pensando a qualcuno?
«Beh, sì. Penso ad Angelino Alfano. Freddino, in effetti».

Defilato.
«Molto più che defilato! Sembra un estraneo nel Pdl... Ma lo capisco: è giovane, intelligente, credibile, stimato. Sa perfettamente che, in un modo o nell'altro, saprebbe come riciclarsi».

Giorgio Stracquadanio

Riciclarsi: è un brutto verbo.
«Però rende l'idea. Meglio lui, comunque, di altri che prima si sono molto spesi e che ora se ne stanno zitti zitti e buoni buoni...».

I nomi, forza.
«Sono due ministri: Mariastella Gelmini e Franco Frattini. Prima hanno fatto i diavoli brigando di qua e di là, cercando insomma di convincere Berlusconi che un accordo con Fini fosse ancora possibile... Utopia pura, com'era chiaro. Ora invece se ne stanno un po' in disparte. Ma pure loro...».

Pure loro?
«No, dico: dove vanno senza Berlusconi? Esistono senza di lui?».

Stracquadanio, se si fa domande così impegnative, si dia anche delle risposte.
«E certo che mi rispondo: no, non esistono senza il Cavaliere! Che poi, diciamocelo, non è una cosa complicata da capire. Infatti Maurizio e Ignazio, appena la situazione s'è ingarbugliata, non hanno avuto esitazioni».

ANGELINO ALFANO

Sarebbero Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, giusto?
«Esatto. Li vede, no? Testardi, determinati, infaticabili, fedelissimi».

Anche altri, in verità, paiono comunque piuttosto fedeli.
«Sa qual è il problema? Spesso incide il carattere delle persone. Prenda la Daniela Santanché. Le parli male di Berlusconi e lei, letteralmente, ti morde alla gola. Altri, al contrario, in questa situazione... come dire? vanno un po' in confusione».

Tipo?
«Tipo il mio amico Piergiorgio Massidda. Al Corriere, l'altro giorno, lui che pure è un senatore esperto, ha detto che a Berlusconi, in cambio della sua fedeltà, ha chiesto provvedimenti in favore della sua amata Sardegna. In realtà, non ha avuto il coraggio di dire la cosa che, sul serio, gli sta a cuore».

MARIASTELLA GELMINI

E sarebbe?
«Vuol diventare sindaco di Cagliari».

Sia indulgente, onorevole Stracquadanio. Gli stati d'animo, in politica, non possono essere uguali per tutti.
«Ma infatti io ho il massimo rispetto per il silenzio di una come Mara Carfagna. Perché è il silenzio di una donna in difficoltà».

Può essere più preciso?
«Allora: è vero che Berlusconi l'ha fatta diventare ministro, però è altrettanto vero che lei, la Carfagna, deve moltissimo a Italo Bocchino, che se ne è preso cura, politicamente, fin da subito, da quando lei decise di intraprendere la carriera dentro Forza Italia. Anzi, dico di più: immagino pure il tormento della Carfagna...».

Onorevole, scusi: che genere di tormento?
«Beh, suppongo che Bocchino le abbia chiesto di passare con Futuro e libertà, no? Guardi, chi tace, in questi giorni, è perché ha certamente qualche tentazione...».

FRANCO FRATTINI

Prosegua.
«La Prestigiacomo, ad esempio, ho l'impressione che sia indecisa tra il Pdl e Forza del Sud di Micciché».

Poi ci sono...
«Quelli misurati per dovere istituzionale: come i capigruppo Quagliariello e Cicchitto, anche se ogni tanto viene fuori il John Le Carré, il dietrologo che è in Fabrizio. E naturalmente poi c'è Sandro Bondi». Già, Bondi. «Ma lui è un caso a parte. Lui deve tutto, ma davvero tutto a Berlusconi. Che lo accolse quando era solo l'ex sindaco comunista di Fivizzano...».

DANIELA SANTANCHE

2 - BERLUSCONI, STUPITO PER PAROLE SU PERSONE CHE OPERANO BENE...
(ANSA)
- "Leggo con stupore sul 'Corriere della Sera' dichiarazioni di un deputato che attacca e offende persone a me vicine, che ho chiamato nella squadra di Governo, dove operano benissimo, e alle quali peraltro voglio particolarmente bene. E' tale la abnormità di quelle offese che non intendo commentarle". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

3 - STRACQUADANIO, NON VOLEVO OFFENDERE MA DARE SFERZA. LEALE CON PREMIER. SPERO DI POTER SPIEGARE, MA PRONTO A DIMISSIONI...
(ANSA) -
"Ho letto la nota in cui Silvio Berlusconi ha giudicato 'offese abnormi' le mie parole di oggi sul Corriere della Sera. Non ho mai pensato di offendere nessuno, ma ho cercato di dare, magari provocatoriamente, ma sempre con argomenti politici, la sferza ad amici che considero tra i migliori esponenti politici del mio partito e che non mi sono apparsi all'altezza della situazione": così Giorgio Stracquadanio del Pdl in una nota. "Tutti conoscono la mia lealtà al premier, con cui spero di potermi spiegare. E se questo non accadrà, coerentemente a quanto ho sempre dichiarato, rassegnerò le mie dimissioni dalla Camera dei Deputati".

SANTELLI

4 - SANTELLI, STRACQUADANIO TRAVOLTO DA PROPRIA ANSIA...
(ANSA) -
"Questa volta l'ansia provocatoria dell'amico Stracquadanio ha travolto lui stesso. Chi lo conosce bene conosce anche quanto si diverte nel creare casi giornalistici. Essendo però nota la stima e l'amicizia che lo lega a molti dei ministri da lui stesso citati, è evidente che il contenuto dell'intervista al 'Corriere della Sera' non corrisponde né al suo reale pensiero, tanto meno a quello dei parlamentari". Lo afferma Jole Santelli del Pdl. "Mi spiace per i ministri che sono stati ingiustamente attaccati e soprattutto mi dispiace dal punto di vista personale, essendo persone cui mi legano profonda amicizia e stima", conclude Santelli.




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4 giugno 2010

PIETRO CARZEDDA CONSIGLIERE DELLA PROVINCIA OLBIA-TEMPIO RINGRAZIA

ImageFromDB[2]

Nell'impossibilità di farlo personalmente, ringrazio con tutto il cuore, quanti col proprio consenso ed altro sostegno, hanno contribuito sino ad ottenere uno straordinario successo che mi ha  collocato fra i più votati, alla elezione di consigliere Provinciale. Ringrazio anche chi non ha potuto per aver fatto scelte diverse perché Pietro Carzedda è il Consigliere Provinciale di tutti i cittadini indistintamente. Un augurio speciale sento di rivolgerlo al nuovo consiglio  della Provincia OLBIA-TEMPIO e al Presidente FEDELE SANCIU  che sarà in grado sicuramente, di tracciare una linea netta con il passato.

Sinceramente.

                                                                 PIETRO CARZEDDA




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6 maggio 2010

OLBIA-TEMPIO,PROVINCIA - PIETRO CARZEDDA elezioni maggio

pietro ca

 




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23 marzo 2010

OLBIA-TEMPIO, PROVINCIA GALLURA Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

 
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 23 MARZO 2010

L’avvocato olbiese confermato per il prossimo biennio

Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

SGH03F[1]TEMPIO. È ancora un avvocato gallurese il presidente dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Si tratta di Arrigo Filigheddu, noto legale con studio ad Olbia, riconfermato tra l’altro presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio nel corso delle elezioni svoltesi appena qualche settimana fa.
 La sua riconferma, per acclamazione, si è avuta qualche giorno fa nel Palazzo di Giustizia di Nuoro, città che è stata scelta come dislocazione baricentrica rispetto alle sedi di altri ordini, tribunali e uffici giudiziari dell’isola. Arrigo Filigheddu resterà quindi in carica ancora per il biennio 2010-2011 e avrà come vice i colleghi avvocati Ettore Atzori di Cagliari e Gavino Arru di Sassari, come segretario Mario Pilia di Lanusei e tesoriere Giammario Lisca di Tempio.
 Nello stesso tempo l’avvocato Filigheddu continua ad esser membro di una commissione interna all’Ordine forense nazionale, creata ultimamente per studiare la riforma della professione in funzione soprattutto del suo rinnovamento, della sua riconfigurazione in un un tipo di società mutata rispetto al passato e quindi dei modi di accesso.
 Quest’ultimo ruolo rappresenta un impegno che lo porta ad avere contatti con qualificati colleghi di ogni ogni parte d’Italia, con naturali ricadute positive nell’esercizio della funzione di presidente dell’ordine degli avvocati a livello sia locale che regionale. (t.b.)

 


26 aprile 2009

SASSARI. Galsi, gasdotto da 3 miliardi «E’ il più profondo del mondo» Intervista con l’amministratore delegato della società che costruirà gli impianti per il collegamento Algeria-Italia

  

da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 APRILE 2009

Galsi, gasdotto da 3 miliardi «E’ il più profondo del mondo»

Intervista con l’amministratore delegato della società che costruirà gli impianti per il collegamento Algeria-Italia

1 gasli 260409di PIER GIORGIO PINNA
 SASSARI. Tra poche ore si deciderà tutto. Domani si riunirà il consiglio d’amministrazione di Galsi, la joint-venture tra Italia e Algeria per la costruzione dell’impianto sottomarino destinato al trasporto del metano verso l’Europa. Con ogni probabilità il via ufficiale al gasdotto slitterà a fine anno. Ma la convinzione più diffusa è che non sarà tempo perduto. Questi mesi verranno impiegati per ottenere le autorizzazioni ministeriali conclusive e superare le ultime scadenze amministrative. Per il 2012, assicurano tutti, i lavori saranno finiti. Intanto l’opera appare nelle sue colossali dimensioni da quest’intervista all’amministratore delegato di Galsi, l’ingegner Mohamed Yousfi, nato 54 anni fa a Mouzaia Blida, in Algeria.

2 gasli 250409 3 gasli 250409
 - Quale sarà il costo complessivo del progetto?
 «Per l’intera opera l’investimento si aggira attorno ai tre miliardi di euro».
 - Che misure si stanno adottando per limitare ricadute negative in mare e nei territori coinvolti?
 «Consideriamo la tutela della natura e del paesaggio come un valore fondamentale della collettività. Galsi è convinta della compatibilità dei nostri piani col rispetto dell’ambiente».
 - In che modo intendete operare concretamente?
 «Oltre alle analisi che Galsi ha condotto dal 2004 a oggi e che sono stati inclusi nello studio d’impatto ambientale, stiamo facendo indagini integrative per raccogliere le maggiori informazioni possibili sulle zone dove l’infrastruttura dovrà inserirsi».
 - Altri interventi?
 «Nello scorso mese di novembre abbiamo avviato una campagna di caratterizzazione per le posidonie vicino agli approdi costieri, in Sardegna come in Toscana. Quest’attività consiste in un’indagine strumentale e in un’indagine biologica subacquea per rilevare i tratti salienti delle praterie».
 - A che cosa serviranno i risultati?
 «A individuare le misure più adatte di mitigazione durante la posa della condotta in prossimità degli approdi».
 - Più in generale sono previste contromisure di altro genere?
 «Sta per partire la “Verifica preliminare archeologica” lungo tutto il tracciato a terra in Sardegna. Galsi ha selezionato, tra più di 300 candidature pervenute anche attraverso il sito Internet, archeologi che operano in Sardegna: hanno tutti una comprovata conoscenza degli àmbiti territoriali e marini interessati».
 - Di recente, tuttavia, vengono segnalati problemi e allarmi sui programmi per la centrale di compressione a Olbia.
 «Non c’è da preoccuparsi. Conterremo al minimo le emissioni prodotte dalla turbina a gas in questo impianto: e lo faremo basandoci su valori molto inferiori rispetto ai limiti di legge. La seconda unità di compressione, poi, è di riserva: non funzionerà contemporaneamente all’altra. È infine previsto l’uso delle migliori tecnologie disponibili: unità con sistemi di combustione a basse emissioni ed elevati rendimenti».
 - State predisponendo una relazione paesaggistica per tutto il progetto?
 «Certo. E in particolare proprio per la centrale di compressione a Olbia: con l’aiuto di professionisti esperti in architettura del paesaggio abbiamo individuato soluzioni specifiche (linee, materiali, colori) per mitigare l’aspetto tecnologico dell’infrastruttura e inserimenti di vegetazione per mascherare in maniera ottimale gli impianti».
 - Altre contromisure per salvaguardare la restante parte di territorio toccato dal gasdotto?
 «Galsi sta investendo risorse, avvalendosi di strutture e tecnici specializzati nel settore ingegneristico, geologico, archeologico e ambientale. Profondiamo il massimo impegno e grande scrupolo per ridurre al minimo i problemi ambientali. Gli impatti del progetto interesseranno comunque la fase di cantiere. Saranno per la maggior parte reversibili. Quindi limitati a un periodo di tempo predefinito e circoscritti alle aree interessate dalla costruzione».
 - Ci saranno sbancamenti?
 «In mare aperto il tubo verrà posato sul fondo senza necessità di scavi, evitando alterazioni dei fondali. Nei tratti più vicini alla costa e lungo il tracciato a terra, invece, la condotta sarà interrata: non vogliamo interferire con le attività antropiche e con gli ecosistemi circostanti».
 - Quali gli effetti?
 «In questi casi, grazie ai sopralluoghi e agli studi già fatti, a seconda delle caratteristiche naturali del territorio attraversato, Galsi userà le tecnologie più idonee per lo scavo e per la posa del tubo. Parlo delle tecnologie più avanzate, in grado di minimizzare gli interventi sull’ambiente».
 - Che ne sarà degli originari habitat?
 «Una volta terminati i lavori di costruzione e interramento, verranno ripristinati. I progetti sono sottoposti all’approvazione degli enti istituzionalmente competenti. Con loro sono concordate anche le metodologie di esecuzione delle semine e dei rimboschimenti, come pure la scelta delle specie vegetali. L’effetto finale da ottenere è in ogni caso il ripristino del suolo nelle sue condizioni iniziali».
 - Durante il funzionamento del metanodotto dobbiamo attenderci inquinamenti o altri guai?
 «Direi proprio di no. In fase di esercizio il gasdotto rappresenta una soluzione tra le più ecocompatibili per l’approvvigionamento energetico».
 - Perché?
 «Non ha impatti sull’ambiente: il trasporto avviene per via sotterranea. Non è visibile. Non genera traffico, rumore, scarichi. Insomma: non produce alcun inquinamento di suoli e falde d’acqua».
 - In Sardegna ci saranno provvedimenti mirati di tutela per la posa delle tubature in “entrata” (sudovest dell’isola) e in “uscita” (zona nordorientale)?
 «Nelle aree di approdo, più sensibili dal punto di vista naturalistico, saranno individuate opportune misure di mitigazione. Per le praterie di posidonia, per esempio, grazie ai dati che ricaveremo dalla campagna di caratterizzazione in corso, limiteremo il più possibile l’interferenza attraverso l’individuazione di un corridoio di posa ottimale. Stiamo inoltre studiando modalità di ripristino per le porzioni di prateria sullo stesso corridoio».
 - Quali sono gli aspetti più moderni di questo metanodotto rispetto ad altri?
 «Nel tratto fra l’Algeria e la Sardegna le condotte verranno posate a oltre 2.800 metri di profondità, facendone l’impianto più profondo al mondo di questo tipo. Attualmente nel Mediterraneo i gasdotti che gli si avvicinano per caratteristiche tecniche sono solo il Medgaz e il Greenstream, tutti e due comunque a profondità inferiori».
 - Altri elementi tecnici apprezzabili?
 «Un aspetto che costituisce di per sé una sfida riguarda proprio il tratto sottomarino Algeria-Sardegna. E in particolare il rapporto tra il diametro della tubazione e il suo spessore, 37,1 millimetri. A mare finora non ne sono mai stati posati con queste caratteristiche».4 gasli 250409
 - Quali benefici economici durante la costruzione per le aziende dell’isola?
 «Il momento della realizzazione, nel caso di un progetto della portata di Galsi, in termini d’indotto rappresenta una significativa opportunità. E ciò vale soprattutto per le realtà imprenditoriali che agiscono nelle aree interessate dalle opere. In particolare, la Sardegna sarà direttamente coinvolta nella parte significativa degli investimenti, visto che ospiterà oltre 270 km di gasdotto e una centrale di compressione. Per questo crediamo che le imprese locali sapranno ritagliarsi un ruolo non secondario».
 - Ci sono già state sinergie in questa direzione?
 «Nello scorso mese di luglio a Cagliari abbiamo presentato agli operatori dell’isola le opportunità di crescita. Opportunità collegate con Snam Rete Gas. Che, come stabilito dall’accordo siglato il 30 settembre, sarà responsabile delle opere in Sardegna. Già in questa fase di progettazione, inoltre, Galsi offre altre opportunità».
 - Quali, per esempio?
 «L’accordo sottoscritto con l’università di Cagliari per promuovere la cultura e la formazione nei settori scientifici e tecnologici legati alla realizzazione del metanodotto. È un’intesa che si sta concretizzando con un primo progetto. Potrei ricordare poi l’assegnazione a imprese e professionisti di alcune attività in corso lungo il tracciato isolano, come appunto la verifica archeologica».
 - Che vantaggi avranno i sardi dal metanodotto? Ci saranno riduzioni delle tariffe energetiche?
 «Intanto il gas permetterà di diversificare le fonti di approvvigionamento: una grande opportunità per ridurre le spese. Inoltre il gas arriverà nell’isola a un costo competitivo: il collegamento diretto con il Paese fornitore, senza passaggi per terzi, eviterà il pagamento di royalties».
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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 26 APRILE 2009

Il tracciato passa in 40 comuni

 SASSARI. Ecco i centri sardi dove passerà il gasdotto: S. Giovanni Suergiu, Carbonia, Iglesias, Villamassargia, Domusnovas, Musei, Siliqua, Vallermosa, Villasor, Serramanna, Villacidro, S. Gavino Monreale, Sardara, Pabillonis, Mogoro, Uras, Marrubiu, S. Giusta, Palmas Arborea, Oristano, Simaxis, Ollastra Simaxis, Zerfaliu, Villanova Truschedu, Paulilatino, Abbasanta, Norbello, Borore, Macomer, Sindia, Semestene, Bonorva, Torralba, Mores, Ozieri, Oschiri, Berchidda, Monti, Loiri, Olbia.
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24 aprile 2009

SASSARI, G8, ARCIPELAGO di La Maddalena... "ADDIO SOGNI DI GLORIA !"

 
Gianni Letta

Gianni Letta nasce ad Avezzano, vicino L'Aquila, il giorno 15 aprile 1935. Ottenuta la laurea in giurisprudenza esercita per pochi anni la professione di avvocato, poi si dedica al giornalismo divenendo corrispondente dall'Aquila per la Rai, l'Ansa e alcuni quotidiani nazionali.
Nel 1958 entra a far parte della redazione del quotidiano romano "Il Tempo". Dapprima redattore al servizio esteri, poi alle province, in seguito caposervizio, redattore capo e segretario di redazione, nel 1971 diviene direttore amministrativo. Successivamente viene nominato amministratore delegato della "Società Editoriale Romana" e della "Tipografica Colonna", editrice e stampatrice del quotidiano.
Letta assume la direzione de "Il Tempo" dal 1973 (dopo la morte del senatore Renato Angiolillo fondatore nel 1944 del giornale), carica che manterrà fino al 1987.

Lascia il giornale per accettare l'offerta di Silvio Berlusconi che lo vuole manager con responsabilità giornalistiche nel Gruppo Fininvest.

Con alle spalle diversi anni di esperienza come capo dell'ufficio stampa della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e capo dell'ufficio studi e documentazione dell'Ente Palazzo della Civiltà del Lavoro, quando Berlusconi entra in politica e vince le elezioni del 1994, vuole proprio Gianni Letta per ricoprire il ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sarà nuovamente sottosegretario dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III. Nel 2002 viene ordinato Cavaliere di Gran Croce.
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Bruno Vespa

Nato a L'Aquila il 27 maggio 1944, Bruno Vespa ha cominciato a sedici anni il mestiere di giornalista nella redazione aquilana del "Tempo" e a diciotto ha iniziato a collaborare con la RAI.

Dopo la laurea in legge a Roma (tesi sul diritto di cronaca), nel 1968 si è classificato primo in un concorso nazionale per radiotelecronisti bandito dalla RAI, ed è stato assegnato al telegiornale. È stato dal 1990 al 1993 direttore del TG1, dove è rimasto come inviato per i grandi avvenimenti.

Da diversi anni la sua trasmissione "Porta a porta" è il programma politico di maggior successo. Tra i suoi molti libri (ne sforna almeno uno all'anno ma talvolta anche due), che si sforzano in qualche modo di riassumere gli avvenimenti del Paese e il suo panorama politico, rappresentano un valido termometro per capire l'evoluzione della società in cui viviamo e i cambiamenti in corso, cambiamenti talvolta così minimi e impercettibili da non essere recepiti.

Fra i suoi titoli di maggior successo, sempre ai vertici delle classifiche, citiamo: "E anche Leone votò Pertini", "Intervista sul socialismo in Europa", "Telecamera con vista", "Il cambio", "Il duello", "La svolta", "La sfida".
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LA VOCE DELLE VOCI Febbraio 2009

http://www.mediafire.com/?sharekey=35f4 … f6e8ebb871

SCANDALO NELLA CRI ABRUZZESE

LETTA O CROCE

Denunce al calor bianco contro la presidente della
Croce Rossa Maria Teresa Letta. A firmarle, il “suo”
neo direttore, mentre un maresciallo 007 viene trasferito.
Intanto, al vertice nazionale, arriva il commissario
Rocca, grande amico di suo fratello Gianni...


 




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8 aprile 2009

SASSARI. Gli scavi archeologici riportano alla luce un colossale masso di trachite Un monumento sepolto in piazza Castello

    
da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 08 APRILE 2009

Nel 1890 i sassaresi bocciarono l’idea e il blocco di pietra fu sotterrato

Un monumento sepolto in piazza Castello

Gli scavi archeologici riportano alla luce un colossale masso di trachite

 

  9 ss 080409 10 ss 080409
 11 ss 080409  12 ss 080409 13 ss 080409

di FEDERICO SPANO
 SASSARI. Un enorme blocco di trachite sepolto nel cuore di piazza Castello. Quello che sarebbe potuto diventare un giallo per gli archeologi e gli storici, non solo è stato già risolto, ma rappresenta un nuovo capitolo della storia «autolesionista» dei sassaresi, pronti ad abbattere un castello o a seppellire quello che sarebbe potuto diventare un bel monumento.
 Sul fatto che, prima o poi, quel masso sarebbe saltato fuori tra i resti del castello, gli storici non avevano dubbi. La vicenda del monumento abbattuto sul nascere, infatti, era stata riportata anche da Enrico Costa nella sua monumentale storia di Sassari: «Il conte Alessandro di Sant’Elia, anima del comitato per un ricordo ai valorosi caduti in Africa, affidò il progetto all’architetto Salvatore Calvia, il quale ideò il collocamento di un grezzo e colossale masso di pietra, tolto dalle cave di Sant’Anatolia (a Caniga, ndr). Questo masso venne trasportato con forte spesa e molto disagio fino a piazza Cavallino. L’idea, un po’ originale, non ebbe il plauso della cittadinanza e il municipio, per evitare le spese di un secondo trasporto, ordinò di scavare un profondo fosso nella stessa piazza, dove il Gran Sasso di Sassari venne sotterrato nell’aprile del 1890». Lo storico dell’arte Mario Matteo Tola, in attesa di poter vedere con i propri occhi il «Gran Sasso», nelle scorse settimane aveva rovistato tra gli archivi, andando addirittura a ripescare il progetto originale del monumento, firmato dall’architetto Salvatore Calvia e che si sarebbe dovuto intitolare: «Ai prodi Sardi caduti in guerra». E lunedì mattina quello che sulla carta era certo da anni, è saltato fuori dalla pancia di piazza Castello. Nella ricostruzione fatta da Enrico Costa, però, c’è probabilmente un errore di fondo. «Il progetto di Calvia - spiega Mario Matteo Tola -, contrasta con la descrizione che ne dà il Costa. Quest’ultimo probabilmente pensò che il macigno grezzo fosse l’opera finita. In realtà, però, il progetto prevedeva che il monumento fosse collocato al centro di piazza Castello, in asse con i portici che portano in piazza d’Italia, e con la fronte rivolta verso il centro storico. Il progetto, inoltre, prevedeva una base su gradini, creati per compensare il dislivello della piazza (nata con l’abbattimento del castello), racchiusa da un recinto di pilastrini, sui quali poggiava un alto parallelepipedo, lavorato nelle estremità con motivi di bugnato rustico (e proprio questa è la parte che è stata ritrovata nella piazza). Il blocco di trachite doveva essere sormontato da un alto obelisco, che in cima avrebbe dovuto avere una stella».
 Qualcosa di simile fu realizzato a Cagliari in piazzetta dei Martiri. «È possibile che Calvia, autore anche del famoso campanile di Mores - aggiunge Tola - per la realizzazione del progetto si sia ispirato all’obelisco egiziano collocato in quello stesso periodo a Roma, in piazza dei Cinquecento, di fronte alla stazione Termini, e poi spostato negli Anni 20 in via delle Terme di Diocleziano. I 500 sono i morti di Dògali, ossia i soldati italiani caduti in Abissinia il 26 gennaio 1887. E’ possibile che l’intitolazione riportata dal Costa sia dovuta alla forte emozione suscitata dalla notizia del massacro».
 Resta da chiedersi che fine farà il masso ritrovato. Diventerà finalmente un monumento, dopo 119 anni di oblìo, o finirà all’autoparco del Comune, tra i tanti oggetti dimenticati? Ai posteri l’ardua sentenza.
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5 aprile 2009

SASSARI. Tonometria contro le malattie vascolari Importante scoperta dell’équipe di cardiologia del professor Ganau

  
 da La Nuova Sardegna  DOMENICA, 05 APRILE 2009

Tonometria contro le malattie vascolari

Importante scoperta dell’équipe di cardiologia del professor Ganau

Un metodo non invasivo e rapido per misurare la pressione arteriosa

23 ss tonom 050409 24 ss tonom 050409SASSARI. Un importante risultato nella prevenzione cardiovascolare è stato raggiunto dal Gruppo di ricerca della Cardiologia dell’Università di Sassari, diretto dal professor Antonello Ganau e del quale fanno parte il dottor Pier Sergio Saba, la dottoressa Silvia Denti, medici specializzandi e studenti. Gli studiosi, in collaborazione col Cornell Medical College di New York, hanno applicato la “Tonometria”, una metodica che permette di misurare la pressione di un’arteria senza doverla perforare per inserire cateteri.
 Un fatto importantissimo se si considera che più di un terzo della popolazione italiana adulta è affetto da almeno un fattore di rischio cardiovascolare e che le attuali tecniche diagnostiche non sono applicabili a uno screening di massa perché troppo costose e disponibili in pochi centri. Un vero problema, se si pensa che l’aterosclerosi con le sue complicanze (infarto, ictus, aritmie, arteriopatie) rappresenta nei paesi occidentali la principale causa di morte. E poichè decorre a lungo asintomatica, le linee guida consigliano di ricercare i segni iniziali delle alterazioni aterosclerotiche nei soggetti con fattori di rischio. La tonometria è stata applicata inizialmente in oculistica per misurare la pressione intraoculare. Studi successivi hanno dimostrato che permette di valutare la pressione di un’arteria dall’esterno. Perciò, poichè l’assoluta non invasività e il basso costo ne consentono l’utilizzo in ampie fasce di popolazione, il gruppo di ricerca del professor Ganau ha portato avanti i suoi studi arrivando a dimostrare che la tonometria può misurare accuratamente la rigidità del sistema arterioso che aumenta con l’invecchiamento e con l’insorgeenza del danno aterosclerotico. Altri studi hanno dimostrato che l’aumento di rigidità arteriosa identifica i soggetti con lesioni aterosclerotiche ancora silenti, evidenziate con l’ecografia carotidea. Gli studiosi sassaresi hanno lavorato alla creazione di un prototipo sperimentale di tonometro di dimensioni contenute, costituito da un computer portatile collegato a due piccoli trasduttori di pressione e dotato di un software originale che acquisisce, analizza e archivia le curve di pressione ottenute applicando l’apparecchio su un’arteria facilmente accessibile (carotide) oppure su due arterie (carotide e femorale). Da queste curve il software consente di calcolare vari indici che riflettono lo stato di maggiore o minore elasticità delle arterie. Gli studi sin qui effettuati hanno quindi dimostrato che l’aumento di rigidità arteriosa è in grado di predire la comparsa di eventi cardiovascolari gravi (ictus, angina, infarto, scompenso). Inoltre, iI tomografo può essere usato anche da personale non specializzato e avrebbe costi molto contenuti rispetto alle metodiche attuali. Oltre a individuare i soggetti a più alto rischio di eventi cardiovascolari, questo strumento può essere di grande utilità per studiare i fenomeni di precoce invecchiamento e degenerazione dell’albero arterioso. Infatti la rigidità dei vasi aumenta fisiologicamente con l’età, ma è anche influenzata dall’azione nociva dei fattori di rischio. Questo fenomeno, infatti, si manifesta maggiormente nei soggetti ipertesi, diabetici o fumatori rispetto a individui sani di pari età. In alcune persone, dunque, l’età “biologica” delle arterie non corrisponde all’età anagrafica e i loro vasi sono “induriti” come se fossero invecchiati precocemente. Così l’alterazione delle pareti vasali determina una predisposizione all’ictus e all’infarto del miocardio. Pertanto il tonometro, svelando la vera età biologica delle arterie, consente una migliore stima del rischio cardiovascolare di un individuo e aiuta il medico ad adottare le scelte terapeutiche più appropriate. In particolare, i dati forniti dal tonometro messo a punto dall’èquipe di Ganau permetteranno una caratterizzazione della rigidità arteriosa nella popolazione sarda e costituiranno una banca dati unica nel suo genere. È a buon punto un progetto di ricerca industriale coordinato dal professor Salvatore Rubino e cofinanziato dal Miur nell’ambito del Distretto di Biomedicina, che vede impegnati gruppi di ricerca dell’Università in partnership con aziende del settore delle biotecnologie, finalizzato a trasferire acquisizioni della ricerca di base in prodotti industriali per la salute dell’uomo. (t.m.)
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29 marzo 2009

SASSARI, STINTINO. All’asta le villette del Roccaruja, un business da sette milioni di euro

  
da La Nuova Sardegna DOMENICA, 29 MARZO 2009

IL FALLIMENTO A CAPO FALCONE

Incanto il 22 maggio, il primo tentativo è andato deserto

All’asta le villette del Roccaruja, un business da sette milioni di euro

27ss 290309 28 ss 290309

29 ss 290309 30 ss 290309

di SILVIA SANNA
 STINTINO. Quasi vent’anni di abbandono hanno lasciato tracce indelebili. Dal 1990 le porte di quelle villette che si affacciano sulla Pelosa si sono riaperte soltanto all’arrivo della bella stagione: una mano di vernice fresca, una sistemata alle porte, una ritoccata al giardino. Manutenzione ordinaria e urgente, l’unica possibile per il complesso immobiliare gestito da molto tempo dal tribunale di Roma. Il fallimento è diventato definitivo nel dicembre del 2008: i 63 appartamenti apparecchiati su 3mila metri quadri fronte mare sono finiti all’asta. Il prezzo base è 7 milioni di euro.
 Il primo tentativo è stato un buco nell’acqua. Il 20 febbraio scorso l’asta è andata deserta. Nessuna offerta è stata presentata al curatore fallimentare Massimo Ozzola. Il secondo incanto, nell’aula della sezione fallimentare del tribunale di Roma, è fissato per il 22 maggio. A due mesi di distanza l’importo a base d’asta è già diminuito di mezzo milione di euro. Gli interessati dovranno mettere nero su bianco la propria offerta (con rilancio minimo di 10mila euro) e consegnarla alla cancelleria del tribunale entro le ore 13 del 21 maggio. Alla domanda dovrà essere allegato un assegno circolare per un importo corrispondente al 10 per cento del prezzo. Chi si aggiudicherà l’asta, dovrà versare il resto del capitale entro 60 giorni. Se non lo farà, dovrà dire addio alla cauzione.
 I 63 appartamenti hanno una storia complessa alle spalle. Sono figli del fallimento “Arvedi srl” ma furono costruiti alla fine degli anni ‘70 dalla Snam, controllata del gruppo Eni, e gestiti dall’Isar, costola della stessa Snam. Fanno parte del compendio dell’Hotel Club Roccaruja, che prese forma un decennio prima. Negli anni ‘80 gli affari andavano a gonfie vele. Gli ospiti del residence usufruivano di una vasta gamma di servizi: piscina, sporting club, ristorante, campi da tennis, discoteca. Poi per il complesso di Capo Falcone iniziò il declino. A segnare il fallimento fu l’ultimo tentativo di vendita, tra la Arvedi srl, la Mixas (acquirente immediato) e l’Immobiliare Vacanze srl (sub-acquirente). Il complesso finì nelle mani del curatore fallimentare, che dal 1990 a oggi ne ha affidato la gestione alla Gestitur di Stintino. Sino all’estate scorsa è stato possibile affittare gli appartamenti. Che però, per l’assenza di una manutenzione costante e straordinaria, hanno iniziato a mostrare presto i segni del tempo. Al punto che, tra giugno e agosto 2008, la Gestitur ha potuto utilizzarne solo una ventina. Per tutti gli altri è necessaria una ristrutturazione radicale.
 La radiografia del complesso è tracciata nella relazione dell’architetto romano Teresita D’Agostino, consulente tecnico d’ufficio nominato dal curatore fallimentare. Il 17 maggio 2007 l’architetto ha consegnato al tribunale civile di Roma 40 pagine in cui descrive gli appartamenti nei minimi dettagli. Distribuiti in due comparti (4 e 6) e in costruzioni di uno o due piani per complessivi 7 corpi di fabbrica. 42 sono monolocali, 4 bilocali e 17 trilocali, di dimensioni variabili dai 32,30 ai 72,39 metri quadri. Tutti, dice l’architetto, arredati in maniera spartana, con mobili di scarso valore. Rifiniti con infissi facilmente deteriorabili, come dimostrano le persiane in pezzi e i portoncini d’ingresso mangiati dall’umidità, tutti privi di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria. Il pool di professionisti illustri (studio Gardella) che firmò il progetto, secondo la consulente del tribunale non prestò sufficiente attenzione verso gli spazi esterni, con la sistemazione delle aree comuni e del verde. La vegetazione, in particolare intorno a un comparto, è assolutamente assente. E questo non si addice, secondo la D’Agostino, «a un sito fortemente connotato, considerato uno dei luoghi più suggestivi non solo della Sardegna». Nell’insieme, aggiunge il consulente, il complesso immobiliare trasmette una sensazione di «pochezza architettonica».
 Secondo gli esperti, per rimettere in sesto i 63 appartamenti saranno necessari almeno 3milioni di euro. Per ora, di possibili acquirenti non c’è traccia. Forse faranno capolino quando il business fronte mare diventerà più conveniente.
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 29 MARZO 2009

La colata di cemento annunciata nel 1992

La Snam puntava a costruire altri alberghi e residence

31 ss cemento 290309SASSARI. Il comune di Stintino aveva appena compiuto cinque anni quando all’orizzonte si affacciò una colata di cemento di proporzioni gigantesche. La Snam, la controllata dell’Eni già proprietaria del Roccaruja, presentò un progetto che, secondo i promotori, avrebbe valorizzato le coste del Nord Sardegna. In cantiere alberghi, residence, campi da golf, centri di ristoro e anche numero chiuso per i bagnanti, con l’obiettivo di salvaguardare la spiaggia della Pelosa già all’apoca vittima dell’erosione. Era il 1992. A Stintino si scatenò il finimondo. Perchè il consiglio comunale accolse il progetto della Snam e diede il via libera ai 400mila metri cubi, la maggior parte dei quali sarebbero atterrati nella Valle della Luna (Capo Falcone). A due passi dal complesso immobiliare del Roccaruja. La popolazione si oppose, esponenti politici della parte opposta (guidati dall’ex sindaco Gavino Benenati) guidarono la protesta. Si fece strada l’ipotesi referendum, ma non fu necessario. Il popolo dei contrari trovò conforto nel primo paletto apposto dalla Regione contro l’edificazione selvaggia: fu la legge 45 del 22 dicembre 1989 a stoppare i progetti della Snam. La società si oppose, si appellò al Tar che in una prima fase diede ragione ai costruttori. Ma la sentenza definitiva fu quella del Consiglio di Stato del 1998. I giudici accolsero il ricorso della Regione e del comitato circoscrizionale di controllo di Sassari e annullarono la sentenza di primo grado. Da allora di quella colata di metri cubi non si è più sentito parlare.
 Ora qualcuno confessa di avere brutte sensazioni. La Snam spa è in credito di cemento. La bocciatura del mega progetto non ha cancellato le volumetrie di cui la società è ancora titolare. La messa all’asta del complesso immobiliare di Roccaruja non è vissuta come un segnale confortante in un periodo in cui le leggi sull’urbanistica sono in continua evoluzione. A Stintino l’attenzione sull’affare a molti zero è altissima. Per ora i limiti legislativi sono rigidi. Chi acquisterà i 63 appartamenti potrà ristrutturarli ma non potrà aggiungere neppure un centimetro cubo. Lo dice il piano paesaggistico firmato dall’ex giunta Soru. Che l’attuale giunta guidata da Ugo Cappellacci ha intenzione di cambiare. Mentre il piano Casa del governo, con i suoi annunciati aumenti di cubature, è ancora un oggetto misterioso.
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sfoglia     novembre       
 
 

    Le vittime della

    Sassari-Olbia

    dal 1995 al 2011

  1. 1995 Gianluca Luciano (20 anni)
  2. 1995 Tomaso Piccinnu (37 anni)
  3. 1996 Salvatore Chessa (70 anni)
  4. 1996 Saverio Francesco Viapiano (28 anni)
  5. 1996 Gianmarco Olmetto (35 anni)
  6. 1997 Franco Putzu (57 anni)
  7. 1997 Giuseppe amato (32 anni)
  8. 1997 Nicola Brundu (49 anni)
  9. 1997 Andrea Derosas (25 anni)
  10. 1997 Giuseppe Orecchioni (60 anni)
  11. 1998 Giovanni Maria Deiana (55 anni)
  12. 1998 Graziano Sanna (43 anni)
  13. 1998 Alessandra Lenzini (24 anni)
  14. 1998 Stefania Cuccuru (26 anni)
  15. 1999 Luigi Sanna (20 anni)
  16. 2000 Massimilino Secchi (29 anni)
  17. 2001 Francesco Contu (48 anni)
  18. 2001 Gianluca Mulas (21 anni)
  19. 2001 Francesco Achenza (38 anni)
  20. 2001 Antonio Nieddu (31 anni)
  21. 2002 Giovanni Casu (29 anni)
  22. 2002 Marco Masala (26 anni)
  23. 2002 Pasquale Zedde (66 anni)
  24. 2002 Damiano vargiu (46 anni)
  25. 2002 Luciano Capocci (53 anni)
  26. 2003 Salvatore Turis (65 anni)
  27. 2003 Antonio Maria Piredda (53 anni)
  28. 2003 Tullio Marras (79 anni)
  29. 2003 Erica Bretti (22 anni)
  30. 2003 Giuseppe Ozzana (72 anni)
  31. 2004 Roberto Napolitano (27 anni)
  32. 2004 Alessandro Spanu (27 anni)
  33. 2004 Salvatore Cau (68 anni)
  34. 2004 Maria Ladaru (43 anni)
  35. 2005 Massimiliano Cavalloni (31 anni)
  36. 2005 Valentina Chianese (24 anni)
  37. 2005 Antonio Pasella (72 anni)
  38. 2005 Antonello Ogana (26 anni)
  39. 2005 Giancarlo Anedda (61 anni)
  40. 2005 Diego Bella (67 anni)
  41. 2005 Domenico Meloni (41 anni)
  42. 2005 Lorenzo Solinas (31 anni)
  43. 2006 Salvatore Canu (42 anni)
  44. 2006 Agostina Fancello(52 anni)
  45. 2006 Sergio Visioli (40 anni)
  46. 2006 Giacomo Meloni (50 anni)
  47. 2006 Pierpaolo Chessa (35 anni)
  48. 2006 Giovanni Maria Budroni (55 anni)
  49. 2006 Mario Fadda (34 anni)
  50. 2006 Alessandro Fiori (52 anni)
  51. 2006 Massimo Spano, noto Limone (43 anni)
  52. 2006 Alari Carouach
  53. 2006 Najat Elmecnashe
  54. 2007 Antonio Sorrentino (37 anni)
  55. 2007 Tonino Pudda (43 anni)
  56. 2007 Stefania Demuro (25 anni)
  57. 2007 Gianmario Marongiu (45 anni)
  58. 2008 Wang Huwei (21 anni)
  59. 2008 Giovanni Maludrottu (24 anni)
  60. 2008 Gabriele Mignogna (24 anni)
  61. 2008 Mauro Diana (41 anni)
  62. 2008 Franco Diana (37 anni)
  63. 2008 Paolo Diana (43 anni)
  64. 2008 Maria Antonia Alberti (69 anni)
  65. 2008 Antonio Teodoro Orlando ( 80 anni)
  66. 2008 Francesco Gavino Congiatu (22 anni)
  67. 2008 Lidia Cerutti (20 anni)
  68. 2008 Mario Mura (51 anni)
  69. 2009 Giuseppina Niedda (41 anni)
  70. 2009 Giovanni Careddu (71 anni)
  71. 2009 Ivana Marroni (27 anni)
  72. 2009 Lorenzo Demurtas (41 anni)
  73. 2009 Ivan Bazzu (21 anni)
  74. 2009 Marcello Piga (42 anni)
  75. 2009 Graziano Ezza (39 anni)
  76. 2009 Albino Piga (42 anni)
  77. 2009 Adam Kester (26 anni)
  78. 2009 Omoregdee Osakphw (32 anni)
  79. 2010 Salvatore Desole, noto Tottore (84 anni)
  80. 2010 Cristian Heber Detter (71 anni)
  81. 2010 Claudio Olivieri (43 anni)
  82. 2011 Angela Maria Nicolina Lezzeri (44 anni)

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